Le novità della legge di bilancio 2023 per le imprese abruzzesi

Proroga della ZES per tutto il 2023

Com’era atteso, la legge di bilancio 2023 (L. 29 dicembre 2022, n.197, ripubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2023) ha previsto all’art.1, comma 267, la proroga del credito di imposta per investimenti nelle ZES fino al 31 dicembre 2023.

Si tratta di una scelta economicamente di rilievo che evidenzia l’importanza delle ZES, se si considera che gli oneri derivanti dalla proroga sono stati valutati in 65,2 milioni di euro e sono stati coperti mendiate riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027.

Per quanto è noto, infatti, la misura non è stata sfruttata fino in fondo: per esemplificare, nell’area ZES di Mosciano Sant’Angelo vi sono ancora 12 ettari di terreno (sia di proprietà pubblica, sia di proprietà privata) che “attendono” di essere oggetto d’investimenti.

Proroga del credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo (“R&S)

La proroga dei benefici ZES, peraltro, non è la sola misura utile a favorire lo sviluppo dell’economia abruzzese. Infatti, il comma 268 dell’art. 1 estende fino al 31 dicembre 2023 anche il credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo in favore delle imprese operanti nel mezzogiorno (incluso l’Abruzzo).

Segnatamente, si tratta della proroga della misura prevista dall’art. 1, comma 200, della legge di bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n.160) che prevede «per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative» realizzati a partire dal 1° gennaio 2020 un credito d’imposta, alle condizioni e nelle misure delineate ai successivi commi 199-206 del medesimo art. 1.

La misura è specificamente rivolta allo sviluppo del territorio, in quanto la stessa sostituisce il previgente credito d’imposta per le attività di R&S, escludendo nella sua attuale formulazione l’applicabilità ai casi di R&S svolte dal commissionario residente per conto di committenti non residenti (sul punto cfr. la risposta a istanza di interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 874 pubblicata il 29 dicembre 2021).

Altro aspetto di rilievo del credito d’imposta per R&S è quello della sua applicabilità. Infatti, la legge di bilancio di bilancio 2020 non prevede solo un credito di imposta all’art. 1, comma 200, per le attività di R&S intese in senso tradizionale – e normativamente definite alle lettere m), q) e j) del punto 15 del paragrafo 1.3 della comunicazione della Commissione (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014, concernente disciplina degli aiuti di Stato – ma anche per quelle attività:

  1. finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati (art. 1, comma 201, legge di bilancio 2020);
  2. di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari (art. 1, comma 202, legge bilancio 2020).

Per queste ultime già in origine era prevista l’efficacia temporale fino alla fine del 2023 e dunque l’estensione del credito d’imposta per le attività di R&S di cui all’art. 1 comma 200 fino al 31 dicembre 2023 può essere considerata una semplificazione, che parifica l’applicazione temporale di tutte queste agevolazioni fiscali.

Infine, deve tenersi presente quanto la misura sia volta a favorire lo sviluppo della piccola impresa. Infatti, ai sensi dell’art. 1, comma 185, della legge di bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178) il credito d’imposta in discussione spetta:

  1. nella misura del 45% per le piccole imprese (ossia quelle che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro);
  2. nella misura del 35% per le medie imprese (ossia quelle che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro);
  3. nella misura del 25% per le grandi imprese (ossia quelle che occupano almeno 250 persone e il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro).

Proroga dell’esenzione dei canoni relativi all’occupazione e l’installazione di mezzi pubblicitari

Il comma 751 tratta invece della proroga dell’esenzione dei canoni (a favore dei Comuni) relativi alla occupazione di spazi ed aree pubbliche e per l’installazione di mezzi pubblicitari per le attività con sede legale od operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria (in quanto interessati dagli eventi sismici del 2016 e 2017).

La proroga riguarda le fattispecie individuate dall’art. 1, comma 997, della legge di bilancio 2019 (L. 30 dicembre 2018, n. 145), ossia:

  1. le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi;
  2. i canoni di cui all’art. 1, commi 816-847, della legge di bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160), ossia il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, istituito dai Comuni, dalle Province e dalle Città Metropolitane.

Implementazione dell’infrastrutture stradali

Infine, altre misure d’interesse per le imprese, anche alla luce delle importanti novità che la ZES apporterà al trasporto intermodale, sono quelle volte all’implementazione delle infrastrutture stradali.

L’art. 1, comma 514, delle legge di bilancio 2023, infatti, integra gli investimenti previsti dal PNRR autorizzando la spesa di 50 milioni di euro per il 2023 per la realizzazione degli interventi sulle strade statali. La stessa disposizione autorizza altresì una spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026 e di 50 milioni di euro per il 2027.

Inoltre, sembra sempre più vicino il ruolo egemone di ANAS sulle infrastrutture autostradali abruzzesi. Al comma 513 è stata «autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 al fine di consentire il completamento delle operazioni necessarie all’acquisizione al patrimonio statale e alla successiva gestione, tramite la società ANAS Spa, delle infrastrutture viarie di collegamento autostradale di competenza della regione Abruzzo».

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