Cosa sono le ZES
L’acronimo ZES sta per Zone Economiche Speciali, ossia zone geograficamente delimitate e chiaramente identificate, in cui le imprese già operative – e quelle che si insedieranno – beneficiano di speciali condizioni in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa. Le imprese insediate nelle ZES beneficiano di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi.
In Italia le ZES sono nate con il D.L. del 20 giugno 2017, n. 91 («Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno», convertito con L. del 3 agosto 2017 n.123), a cui ha fatto seguito il D.P.C.M. 25 gennaio 2018 n. 12, che ne ha definito le modalità, la durata e i benefici. Attualmente, le ZES sono 8: ZES Regione Campania, ZES Regione Calabria, ZES Ionica Interregionale nelle regioni Puglia e Basilicata, ZES Adriatica Interregionale nelle regioni Puglia e Molise, ZES Sicilia occidentale, ZES Sicilia orientale, ZES Regione Abruzzo e ZES Regione Sardegna.
Quali sono i vantaggi e chi ne può beneficiare
L’obbiettivo delle ZES è quello di incentivare gli investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno e sviluppare le infrastrutture, aumentare i posti di lavoro e promuovere la crescita delle esportazioni e delle attività industriali. Per questo, le ZES sono caratterizzate da vantaggi fiscali e semplificazioni amministrative.
In particolare, i vantaggi fiscali sono:
- la riduzione del 50% dell’imposta sul reddito per le imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno delle ZES, a condizione che le imprese beneficiarie mantengano la loro attività nell’area ZES per almeno 10 anni e che conservino per almeno 10 anni i posti di lavoro creati nell’ambito dell’attività svolta all’interno della ZES;
- il credito di imposta a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle aree d’interesse.
Possono beneficiare di tali vantaggi sia le PMI sia le grandi imprese.
In particolare, le grandi imprese possono beneficiare dei vantaggi fiscali solo in caso di un nuovo investimento a favore di una nuova attività economica nella zona interessata. Segnatamente, un investimento in attivi materiali e immateriali relativo a una o più delle seguenti attività:
- la creazione di un nuovo stabilimento;
- la diversificazione dell’attività di uno stabilimento, a condizione che la nuova attività non sia uguale o simile a quella svolta precedentemente nello stesso stabilimento;
- l’acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe stato chiuso in assenza di acquisizione, a condizione che la nuova attività che verrà svolta utilizzando gli attivi acquisiti non sia uguale o simile a quella svolta nello stabilimento prima dell’acquisizione.
Dunque, la semplice acquisizione di partecipazioni non viene considerata un investimento iniziale per la creazione di una nuova attività economica.
Per quanto riguarda le semplificazioni amministrative, le agevolazioni consistono nella possibilità di ottenere in termini ridotti della metà il rilascio di eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, concessioni o nulla osta, comunque denominati, di competenza di più amministrazioni ai sensi dell’art. 14-bis e ai sensi dell’art. 17-bis, comma 1, della L. del 7 agosto 1990, n. 241.
Nel caso in cui le amministrazioni non rispettino i termini perentori per il rilascio di autorizzazioni, approvazioni, intese, concerti, pareri, concessioni, accertamenti di conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi, nulla osta ed atti di assenso, comunque denominati, degli enti locali, regionali, delle amministrazioni centrali nonché di tutti gli altri competenti enti e agenzie, è previsto il cd. silenzio – assenso per cui, decorsi inutilmente tali termini, gli atti si intendono resi in senso favorevole.
Il PNRR e le ZES
Anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è intervenuto in materia.
Nel PNRR, infatti, sono stati allocati 630 milioni di euro per investimenti infrastrutturali[1], di cui 62,9 alla ZES Abruzzo, al fine sviluppare i collegamenti delle aree ZES con la rete nazionale dei trasporti, soprattutto con le reti Trans Europee (TEN-T). A queste risorse, si aggiungono ulteriori 1,2 miliardi di euro che il PNRR riserva a interventi sui principali porti del Mezzogiorno.
In particolare, il PNRR prevede:
- un traguardo al 31 dicembre 2021, conseguito con il decreto ministeriale n. 492/2021, definito come «Entrata in vigore dei decreti ministeriali di approvazione del piano operativo per tutte e otto le Zone Economiche Speciali»;
- un obiettivo da conseguire entro il 31 dicembre 2023, costituito dall’avvio della realizzazione degli interventi infrastrutturali nelle ZES per il collegamento di cd. ultimo miglio, ossia efficaci collegamenti tra le aree industriali e la rete ferroviaria TEN-T, interventi di digitalizzazione della logistica e lavori di efficientamento energetico e ambientale, interventi per il potenziamento della resilienza e della sicurezza dell’infrastruttura connessa all’accesso ai porti;
- un obiettivo da conseguire entro il 30 giugno 2026, per il completamento dei suddetti interventi.
La ZES in Abruzzo e la possibilità di presentare il proprio “progetto”
In base alle informazioni note[2], per il periodo 2014-2021, i comuni coinvolti nell’area ZES Abruzzo sono 37 e prevedono la definizione di unità territoriali dei Comuni (particelle) incluse integralmente o parzialmente nella ZES. Si tratta in particolare dei seguenti Comuni[3]: Alanno (CH), Arielli (CH), Atessa (CH), Avezzano (AQ), Carsoli (AQ), Casoli (CH), Castiglione a Casauria (PE), Chieti, Cupello (CH), Fara San Martino (CH), Fossacesia (CH), Fresagrandinaria (CH), Gissi (CH), Giulianova (TE), Guardiagrele (CH), Lanciano (CH), Lentella (CH), Manoppello (PE), Mosciano Sant’Angelo (TE), Mozzagrogna (CH) Oricola (AQ), Ortona (CH), Paglieta (CH), Pereto (AQ), Pescara, Pratola Peligna (AQ), Raiano (AQ), Roccaspinalveti (CH), Roseto Degli Abruzzi (TE), San Giovanni Teatino (CH), San Martino Sulla Marruccina (CH), San Salvo (CH), Scafa (PE), Sulmona (AQ) e Vasto (CH).
A conferma dell’interesse per il progetto, diversi operatori stanno concentrando le proprie attenzioni in quest’area. Ad esempio, Banca Intesta San Paolo ha predisposto un plafond di 1,5 miliardi di euro per nuovi investimenti, promuovendo le ZES presso investitori internazionali con specifiche missioni all’estero, pure attivando un “desk specializzato” che offre servizi di consulenza tecnica e finanziaria[4].
Con il PNRR, inoltre, è stata semplificata la procedura per gli imprenditori interessati. È previsto infatti un procedimento di autorizzazione unica in ordine ai progetti di insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all’interno delle ZES (secondo il disposto dell’art. 5-bis D.L. n. 91/2017).
Per la ZES Regione Abruzzo, il link è il seguente: https://www.impresainungiorno.gov.it/route/zes?cod=abruzzo.
È anche disponibile uno Sportello Unico Digitale ZES al seguente link: https://www.impresainungiorno.gov.it/route/zes?cod=abruzzo.
Riferimenti normativi e prassi
Tra i riferimenti normativi fondamentali ricordiamo:
- Art. 1, comma 98, L. 28 dicembre 2015, n. 208;
- Regolamento UE 17 giugno 2014, n. 651 (che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli artt. 107 e 108 del TFUE);
- D.L. del 20 giugno 2017, n. 91, «Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno», convertito con L. del 3 agosto 2017 n.123;
- D.P.C.M. del 25 gennaio 2018, n.12, «Regolamento recante istituzione di Zone economiche speciali (ZES)»;
- PNRR 2: D.L. n. 36/2022, convertito in L. il 29 giugno 2022.
Inoltre, la materia è stata innovata dai seguenti provvedimenti normativi:
- Art. 57, comma 1, D.L. 31 maggio 2021, n. 77;
- L. 11 dicembre 2016, n. 232 (“Legge Di Stabilità 2017”);
- L. 30 dicembre 2020, n. 178 (“Legge Di Stabilità 2021 – Finanziaria”);
- Art. 37, comma 2, D.L. 30 aprile 2022, n. 36 (“Disposizioni in materia di ZES e ZLS“);
- Art. 1, comma 1059, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178.
Per quanto riguarda la prassi, segnaliamo alcune risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate in merito agli interpelli presentati dai contribuenti sul tema:
- Risposta 21 giugno 2022 n. 332;
- Risposta 15 dicembre 2021 n. 815;
- Risposta 10 novembre 2021 n. 771;
- Risoluzione 26 ottobre 2021 n. 60/E.
[1] https://www.ilsole24ore.com/art/da-bruxelles-630-milioni-zes-rilanciare-mezzogiorno-AEIHET9
[2] https://abruzzo.zes.gov.it/cos-e-la-zes/i-comuni/ ivi anche per l’elenco delle porzioni incluse nella ZES dei Comuni ammissibili.
[3] https://abruzzo.zes.gov.it/wp-content/uploads/2022/04/Comuni-della-ZES.pdf
[4] https://www.ilsole24ore.com/art/abruzzo-accordo-zes-intesa-sanpaolo-rilanciare-l-economia-regionale-AESu9HoB.

